4 Marines all’AllStarGame

Nicholas Bussoletti, Simone D’Antonio, Simone Cerini e Jacopo Tortora D’Amato sono i quattro atleti che hanno rappresentato i colori biancocelesti nell’All Star Game 2017 di Vicenza che ha visto la Selezione di I Divisione sconfiggere la la Selezione di II Divisione per 20 a 3. Abbiamo intervistato i nostri atleti per coglierne pareri e impressioni. Buona lettura!

(LM) Ciao Ragazzi, siete appena tornati dall’All Star Game 2017 che vi ha visto protagonisti contro la selezione di Seconda Divisione. Ognuno di voi è stato impiegato nel suo ruolo. Presentatevi ai nostri lettori…

(NB) Ciao a tutti, sono Nicholas Bussoletti, running back dei Lazio Marines; gioco da 4 anni, ma questo é solo il primo da titolare!
(SD) Ciao, mi chiamo Simone D’Antonio, ho 22 anni e gioco O-Line. Mi sono buttato nel mondo del football americano 6 anni fa: sono cresciuto nella giovanile biancoceleste passando poi per 2 anni nel cif9 e adesso…titolare nel team IFL dove ho giocato Centro e Guardia destra.
(SC) Ciao sono Simone Cerini, linebacker dei Lazio Marines Numero 53!
(JT) Jacopo Tortora D’Amato, kicker e punter dei Lazio Marines #40.

(LM) Com’è stato giocare con la selezione di Prima Divisione? Che partita è stata?

(NB) Giocare per la selezione della I Divisione é stata un’emozione unica, indescrivibile.
La partita in sè é stata alla nostra portata, ma la parte piú difficile é stato creare dei giochi provati per la prima volta un paio di ore prima con persone che non si conoscono, dove non c’é timing. Il mio unico punto di riferimento era Simone D’antonio che ha giocato guardia destra: con lui c’è un’ottimo sync e molta fiducia…almeno da parte mia! (Ride, ndr)
(SD) Giocare un All Star Game per me è stata un’esperienza grandiosa: trovarmi in campo nella stessa sideline con persone che affronti tutto l’anno da avversario è una sensazione strana, ma gradevole. La partita è stata molto bella, piena di big play sia in attacco che in difesa e ottimi Special Team da parte di entrambe le selezioni.
(SC) È stata una bella partita, come d’altronde lo sono tutte le partite di football. Ci siamo divertiti molto!
(JT) Sono stato convocato per l’All Star Game in veste di punter mentre il ruolo di kicker spettava al bravissimo Felli dei Panthers. Nonostante il gruppo si sia conosciuto la mattina dell’ 8 luglio devo dire che si creato un ambiente abbastanza familiare. Durante l’ allenamento e la pausa pranzo si è avuta l’opportunità di conoscere e parlare con i giocatori delle altre squadre. Durante la partita sono stato chiamato in causa solo una volta per calciare un punt dalla nostra end zone. La partita è stata divertente e anche se si trattava di una partita “amichevole”, l’agonismo non è mancato. Per chi magari voleva mettersi in luce agli occhi dei coach, questa è stata una buona occasione.

(LM) Compagni di squadra a parte, conoscevate gli altri convocati?

(NB) No, non conoscevo nessuno all’inizio, ma alla fine della partita si rideva e scherzava con tutti, come se avessimo già giocato insieme prima. Erano tutti disponibili, ad un certo punto della partita non mi sono sentito bene e ogni membro della squadra mi é venuto vicino per chiedermi come stavo e a chiedere se serviva qualcosa.
(SD) Non conoscevo bene tanti dei convocati, alcuni erano nomi familiari, ma a parte Diego Ianniello, Qb dei Grizzlies che conosco da tempo, ho avuto modo di conoscere meglio i ragazzi di Ancona e Parma, ma devo dire che alla fine si è creato un ottimo gruppo e sembrava che ci conoscessimo da sempre tanto con gli atleti quanto con il coaching staff.
(SC) È stato molto stimolante giocare insieme ai giocatori che quest’anno si sono comportati meglio in campionato. Oltre alla soddisfazione personale di farne parte, mi ha fatto molto piacere confrontarmi con giocatori di altre squadre.
(JT) Personalmente non conoscevo bene di persona nessuno degli altri giocatori, l’unico con cui ho passato più tempo è stato Felli dei Panthers con il quale mi sono allenato nelle due ore al mattino per provare i kick off e i punt.

(LM) Al di là del risultato (che ha visto la Selezione di I Divisione imporsi 20-3, ndr) pensate che la distanza tra la Prima e la Seconda divisione sia così ampia?

(NB) Sinceramente no, io sono dell’idea che molti giocano in II Div. solo per problemi logistici e non perchè siano meno forti di altri.
(SD) Inizio col fare i complimenti alla II Divisione perché si sono dimostrati un bel gruppo unito. Son convinto che ci sia poca differenza nel potenziale degli atleti delle due divisioni: la sostanziale disparità si trova nella qualità degli allenamenti e dei coach di reparto che influiscono notevolmente nel livello di crescita personale dell’atleta. Magari molti team di II Divisione non riescono ad avere un coach qualificato per ogni reparto e alla lunga il gap diventa sempre maggiore.
(SC) A livello di talento secondo me non c’è differenza. Il vero distacco in realtà sta nella qualità degli allenamenti e nella differenza di peso dei giocatori per ogni ruolo, con le dovute eccezioni ovviamente…
(JT) A mio parere quello che ha fatto la differenza nella prima divisione è stata la linea di attacco, che ha spinto bene e ha aperto i buchi per i giochi di corsa. Credo comunque che il divario non sia poi così enorme.

(LM) Questi eventi si contraddistinguono per lo spirito festoso tra i membri dello staff e i giocatori, avete qualche aneddoto da raccontarci?

(NB) Alla fine del primo allenamento mattutino il nostro Head Coach Argeo Tisma ci ha radunato per raccontarci un aneddoto con una battuta finale che nessuno di noi ha capito; dopo 5 secondi ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere per il “silenzio imbarazzante”.
(SD) Credo che la cosa più bella sia stata il break con il quale scioglievamo l’huddle:”1, 2, 3, stelline” non mi era mai capitato di gridarlo per rompere l’huddle! A causa del caldo eccessivo ad un certo punto abbiamo iniziato a lanciarci il ghiaccio tra di noi.
(SC) Si questo è vero. Ricordo che avevamo organizzato un ammutinamento al nostro coach di difesa per poter inserire nelle chiamate difensive qualche giocata di blitz in più da parte delle secondarie…purtroppo non è andata a buon fine perchè la partita è finita troppo presto e non abbiamo fatto in tempo ad entrare in campo!
(JT) Mi sono divertito dalla mattina alla sera. L’unico deterrente è stato il caldo africano veramente insopportabile e lo spogliatoio che è diventato una piscina causa allagamento. Ma credo che il top sia stato raggiunto da Gregorio Barbagallo, il #13 della II divisione che ha giocato con la parrucca riccia sotto al casco, UN GENIO.

(LM) Ora siete ufficialmente in OffSeason. Come vi state preparando alla prossima stagione?

(NB) Ad essere sinceri mi manca già: mi mancano gli allenamenti, i compagni di squadra perchè non abitando a Roma non li vedo mai, ma posso assicurati che si continua a lavorare duro sia in palestra che nella parte atletica. Io ho una filosofia: nello sport bisogna essere avidi, bisogna volere sempre di piú. Hai fatto un buon campionato? Bene, bisogna allenarsi per poter fare ancora meglio.
Hai qualche rimpianto perchè qualcosa non é andato come volevi? Bisogna allenarsi ancora di piú per non averli il prossimo anno.
E poi ora c’é il raduno della nazionale, il mio obiettivo é vestire la maglia blu e andare a Francoforte il prossimo luglio!
(SD) Adesso un pò di meritato riposo credo sia d’obbligo. Da Settembre riprenderò palestra e inizierò un programma specifico per sviluppare agilità e velocità, ma sopratutto resistenza. Se lo staff tecnico delle giovanili vorrà una mano, sarò lì in campo ad aiutare i Marines di domani!
(SC) Gli allenamenti per me non sono finiti poichè questo fine settimana c’è il primo raduno della nazionale al quale sono stato invitato…sperando di ben figurare continuerò ad allenarmi in palestra ed al campo per raggiungere lo stato di forma ottimale che, soprattutto nel nostro sport, è fondamentale.
(JT) Purtoppo da Settembre non ci sarò perchè mi trasferirò negli Stati Uniti per studio, ma seguirò i Marines anche da lontano…non ci sono dubbi.

(LM) Avrete sentito parlare del progetto che sta coinvolgendo le Dirigenze Marines e Grizzlies, cosa ne pensate?

(NB) Questo progetto penso sia interessantissimo perchè in primis si cercherà di creare una squadra con un parco atleti piú ampio, in secundis gli allenamenti saranno piú competitivi per assicurarsi un posto in squadra e infine, creando una squadra di prima divisione e una di seconda, chi non sarà in grado di giocare nella prima non dovrà rimanere a bordo campo a fare lo spettatore, ma potrà fare esperienza giocando in una lega minore!
(SD) Penso che sia una grande opportunità. Tutti noi abbiamo goduto dei frutti dell’arrivo dei ragazzi dei BlackHammers nel 2015; quell’esperienza è stata eccitante sia a livello umano, con la presenza costante di oltre 50 atleti ad ogni allenamento che mentale, con l’innalzamento del livello di competizione tra di noi per prendere o mantenere il posto da titolare nella squadra. Mi auguro che accada lo stesso. Per noi sarà un notevole stimolo per impegnarci al massimo delle nostre possibilità ed essere sempre presenti agli allenamenti.
(SC) Penso che unire le forze per raggiungere un obiettivo comune sia una grande cosa. Sono convinto che questo progetto ridurrà drasticamente i tempi di crescita del football capitolino in modo tale da poter essere veramente competitivi con le squadre del nord che ad oggi sono di gran lunga piu strutturate di noi.
(JT) So del progetto e dell’ingresso del nuovo GM, sono veramente molto fiducioso per la prossima stagione e sono convinto che la squadra farà molto bene.

(LM) Siamo ai saluti…

(NB) Vorrei ringraziare i miei genitori e Alessia, la mia ragazza, per avermi permesso di poter giocare quest’anno. Lorenzo Vezzoli per essere stato un ottimo compagno di viaggio, un grande aiuto per gli allenamenti off field e un supporto morale insieme a Valerio Lorè per tutta la stagione, sopratutto nei momenti più difficili. Inoltre vorrei fare un ringraziamento speciale ad Alessandro e Massimo che mi aiutano a crescere atleticamente (sono rispettivamente il mio nutrizionista e il mio istruttore di sala pesi). Il 2018 è alle porte…#fighton!
(SD) Saluto la mia famiglia e i miei compagni di squadra, ci vediamo prima che possiate immaginare…#fighton!
(SC) Un saluto a tutta la nazione marines! Ci si vede in tribuna a sostenere la nostra u19!
(JT) Auguro ai miei compagni il meglio per la prossima stagione e spero prima o poi di ricondividere il campo con loro.

Vi lasciamo con una slide delle foto dell’evento ad opera di Simone Forzan

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