Apripista: i Marines e la storia recente del football italiano.

Con questo titolo, che in inglese suona molto meglio (trailblazers), vogliamo aprire una finestra su quanto fatto per lo sviluppo del movimento in questi ultimi anni dai biancocelesti.

Lo faremo partendo dalle persone, sempre la chiave di tutto.
Per cominciare bene, vogliamo partire al femminile.
E’ una giocatrice, allenatore, dirigente che ha contribuito in maniera sostanziale alla nascita e sopravvivenza del football in rosa (so che mi odiera’ per questo termine!), lavorando sempre per tutti, cercando sinergie e soluzioni alle problematiche (e vi assicuro che il movimento femminile ne ha affrontate e tuttora ne affronta parecchie) attraverso una assidua partecipazione ad eventi, incontri, raduni, meeting, amichevoli, etc… sempre con grande altruismo e spirito di sacrificio, sempre positiva e propositiva.
E’ la nostra Marisa “Red” Carosi, una delle due sole donne con il secondo livello di allenatore Fidaf in Italia, la prima ad attraversare l’Oceano in occasione dei Women World Football Games per conoscere il mondo della palla ovale femminile (nel 2015 e nel 2016) e riportare qui da noi quel know-how, la prima ad allenare una squadra maschile, e che squadra, quei Marines U19 che negli ultimi due anni in cui lei e’ stata coordinatrice degli Special Teams hanno ottenuto una finale ed una semifinale nazionale.
Red e’ anche il cuore del progetto Le Marines; insieme alla sorella ed altre “ragazze terribili” gestisce la squadra, si occupa del reclutamento di nuove giocatrici (possiamo anticiparvi, quest’anno ne vedrete delle belle, quando scenderanno in campo fra poco piu’ di un mese per il Cifaf 2017), e di promuovere l’immagine del team. Una squadra che, unica in Italia, non ha mai dovuto cambiare nome o citta’ e che ha costituito una destinazione sicura per tante giovani che si sono avvicinate al nostro sport.
E non solo: grazie al suo inglese, abbinato alla sua professione di infermiera, e’ un preziosissimo trait d’union fra la societa’ ed i nostri molti giocatori ed allenatori stranieri, che negli anni hanno sempre trovato in lei una persona pronta a dargli ascolto e curare eventuali (frequenti nel caso degli atleti) acciacchi.
Con il suo punto di vista differente del nostro mondo, ha aiutato i Lazio Marines da dirigente in tante occasioni in cui ci eravamo un po’ “spiaggiati”; la sua praticita’ ci permette di cavarcela, anche nelle situazioni piu’ spinose.
Se, per caso o conoscenza, avete visitato il suo profilo, vi avra’ sorpreso per la determinazione e la grinta che ci mette nel perseguire i suoi obiettivi (se solo tutti i nostri atleti senior si allenassero quanto lei!) e che traspare da foto, video e commenti.
Sui campi da football, in tarda primavera, la si riconosce per i capelli sempre corti e quegli occhi pitturati di nero, stile The Undertaker, intenta a svolgere il compito di capitano della difesa delle Marines.
Marisa incarna il nostro spirito intraprendente, spavaldo, sognatore ma anche visionario, aperto al mondo, senza pregiudizi o confini, con una inesauribile voglia di fare sempre di piu’, sempre meglio, per se stessa, per le sue compagne, per tutti noi.

Red Fight On!

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