Prendendo spunto dal Superbowl…

Ci abbiamo messo una settimana per venire a patti con una partita pazzesca, che ha rinsaldato la nostra convinzione che il football e’ lo sport piu’ bello che c’e’!

Man mano che rivedevamo quelle incredibili immagini e ripensavamo alle emozioni altalenanti del match, ci sono venuti in mente tantissimi spunti da condividere con voi, Nazione Marines ed appassionati in generale, e qui di seguito vogliamo riportarvi i piu’ salienti.

In primis, un termine che e’ stato, a nostro avviso, la chiave della sconfitta per i Falcons e’: “Situation Football”, ovvero prepararsi alle eventualita’ della gara.  I rosso-neri di Atlanta si sono trovati sul 28 a 3 ad inizio terzo quarto e non sono sembrati preparati ad una tale eventualita’ , sorpresi da tanta inaspettata buona sorte (francamente nessuno avrebbe potuto immaginarla);le chiamate in attacco ed in difesa non hanno avuto la stessa lucidita’ della prima parte di gara e, quando le cose hanno cominciato a girare male, i falconi hanno mostrato una passivita’ fatale. Chi non s’aspetta l’inaspettato… certo piu’ facile a dirsi che a farsi.

Detto questo,  e’ comunque stato davvero sublime ammirare il gameplan delle due squadre. Da Belichick ce lo aspettavamo; la maglia eccellente per limitare Julio Jones, il miglior ricevitore di questo campionato, l’aggiustamento della posizione di un linebacker centrale come Hightower verso l’esterno (suo il blitz che ha portato al fumble recuperato, altro scossone rilevante nella gara), la capacita’ di dirigere il gioco avversario verso le sue parti piu’ deboli (certamente non e’ Taylor Gabriel, il minuto ricevitore ex Cleveland Browns, colui che avrebbe potuto affondare la squadra di Boston). Comunque, chi ci ha stupito di piu’sono stati i Falcons, ed in particolare la loro difesa che, sulla carta era il reparto di gran lunga piu’ debole in campo. Eccellente nell’annientare il gioco di corsa dei Patriots, causa principale delle difficolta’ di Brady & co. nel primo tempo, ed ugualmente efficace nel vincere per quasi tutta la gara lo scontro fisico contro la linea d’attacco di New England, reparto giustamente celebrato ed allenato da uno dei piu’ famosi assistenti di sempre, l’italianissimo Dante Scarnecchia.

Per concludere, vogliamo lasciarvi con un pensiero filosofico: Tom Brady e tutta la banda non si allenano per vincere il Superbowl, altrimenti sotto di 25 punti nel terzo periodo si sarebbero resi conto delle microscopiche possibilita’ di successo che gli rimanevano, e sarebbero crollati. I “figli” di Belichick, invece, hanno in testa sempre e solo la conquista di ogni singolo momento, dal primo all’ultimo della stagione e sono cosi’ focalizzati sul percorso composto da questi milioni di passetti, che ogni errore, ogni attimo perso, viene assorbito dalla molteplicita’ degli altri. Questo atteggiamento mentale li ha resi praticamente immuni ai collassi emotivi e sempre concentratissimi sul lavoro da svolgere nell’immediato. Non e’ un caso se ogni anno, ogni autunno ed inverno, sono sempre loro la squadra da battere!

R

Fight On!

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