Conosciamo Le Lazio Marines, oggi è con noi Giulia.

Ciao Giulia e benvenuta! Mettiti comoda e cominciamo subito l’interrogatorio così da toglierci il pensiero!

Come le altre hai praticato altri sport prima di conoscere il football. Dicci, a tuo avviso, i pro ed i contro di questo in particolare. Perchè praticarlo?

Voglio essere del tutto sincera, non so perché o cosa spinga una persona ad iniziare a giocare a football. In effetti non è la cosa più naturale del mondo! Scatta qualcosa dentro che non controlli, inizialmente non sapevo se amarlo oppure odiarlo. Di pro Ce ne solo moltissimi ad esempio quanto questo sport possa unire le persone o la carica di emozioni e adrenalina che accompagna ogni partita. Come contro sicuramente gli infortuni che però fanno parte del gioco. Non so dirti PERCHÉ scegliere il football americano, ognuno deve trovare dentro di se le motivazioni che lo portano a questo invece che ad un altro sport.

L’allenamento e la preparazione fisica quanto contano nel football americano? Per te e su di te quanto hanno inciso, quanto ti ha aiutata?

Allenamento e preparazione fisica sono elementi imprescindibili per diventare un atleta di buon livello. Credo fermamente che per crescere e migliorare esista solo la formula del 100%! Nel football in particolare, non si può pensare di scendere in campo se non si ha un’ottima preparazione fisica ed un buon bagaglio tecnico. Nessuna di noi è immune all’infortunio e l’allenamento è l’unica forma vera di prevenzione. Come approccio al football americano credo che la cosa che mi ha aiutata di più a livello fisico sia stata la base atletica del Basket, indubbiamente ha lasciato il segno. A volte devo ricordarmi di non palleggiare!

Lo scorso anno le circostanze ti hanno portato a ricoprire un ruolo nuovo fondamentale! Da WideReceiver come ti sei trovata nella veste di QuarterBack? Sei convinta di continuare?

Il primo impatto con il ruolo da QB è stato piuttosto difficile. È un ruolo complesso e fondamentale che richiede anni di allenamento. Non ci si improvvisa QB, ma in qualche modo me la sono cavata, anche se di scelte sbagliate potrei elencarne tante. Sono un WR e mi diverto nel mio ruolo ma sono convinta di voler continuare come QB, è come una sfida, sto ricominciando da zero in un altro ruolo di cui non so praticamente nulla e questo mi stimola moltissimo. Da “playmaker” non posso tirarmi indietro! Spero di fare un buon lavoro e condurre il nostro attacco al meglio.

Pochi mesi fa hai avuto anche modo di partecipare ad un “progetto” di nazionale. Il cammino è di certo ancora lungo e andrà gestito nel giusto modo per arrivare ad avere una vera nazionale compatta, ma raccontaci com’è stato indossare “La maglia”?

Il percorso per una vera e propria nazionale compatta e pronta per affrontare le altre realtà europee a mio avviso è di certo ancora lungo. Non parlo per mancanza di volontà o di talenti, mi riferisco all’aspetto tecnico. Giocare in campionato a 7 e preparare una nazione a 11 è un percorso lungo e difficile ma non impossibile. Contro le spagnole abbiamo dimostrato molto nonostante le numerose assenze. Sono convinta che abbiamo tutte le carte in regola per dire la nostra ed i presupposti per crescere come squadra. Indossare QUELLA “maglia” è stato un mix di emozioni, adrenalina e soddisfazione che non so descrivere bene, ma… fa la differenza! Sicuramente un grande sogno che spero di rivivere al più presto, oltre che un grande stimolo ad allenarsi sempre e non accontentarsi….MAI!

Giulia 15151499_10210848266384302_133841535_n 15218313_10210848266344301_2055472150_n

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