“Nun ve fate male eh”, considerazioni di un papà biancoceleste.

osho
(un ringraziamento speciale a “Le più belle frasi di Osho” che ci ha donato questa vignetta)

Quante volte ci siamo sentiti fare questa raccomandazione, eravamo ragazzini, intenti a giocare a calcio in qualche oratorio o giardinetto. Oggi abbiamo sotto gli occhi i nostri figli che hanno intrapreso un percorso sportivo, bello e impegnativo, quale è il football americano.  Quando mio figlio quindicenne mi disse: “papà voglio fare una prova di football americano”, rimasi prima stupito e poi preoccupato. Allora cercai tutte le informazioni possibili  riguardo questo sport a me sconosciuto e diventai molto preoccupato. In verità speravo che a Francesco non piacesse quella prima prova ma così non è stato. Quando gli domandai : “Ti piace il football?” e lui mi rispose :”Voglio farlo per sempre”, rimasi impietrito.

In effetti, al genitore che non conosce il football americano,  risulta davvero difficile accettare che il proprio figlio pratichi questo sport. Eppure, se si prova ad andare oltre le apparenze si scopre una realtà diversa, si comprende che dietro a quegli scontri c’è molta tecnica, un enorme allenamento e la cosa più importante di tutte il rispetto verso se stessi e gli avversari;  questo si trasforma in un atteggiamento vincente con dei sani principi. Spesso il genitore che entra in questo mondo lo fa con una grande carenza d’informazioni perché in Italia il football è poco conosciuto. Il genitore preoccupato, vuole giustamente capire quanto possa essere duro questo sport e quanto il proprio figlio possa andare incontro a problemi di natura fisica. Purtroppo la maggioranza delle informazioni provengono dal campionato americano che presenta però una sostanziale differenza con quello “nostrano”. In Italia, il football americano, non assume la veste professionistica questo significa che non ci sono soldi in mezzo e chi lo pratica non lo fa per realizzarsi economicamente ma per ottenere quello che di meglio offre questo sport, ovvero: coraggio, sana autostima, responsabilità per le proprie azioni, preparazione atletica e un grande senso di famiglia e di unità con la squadra. I ragazzi si allenano per competere nei vari campionati agendo secondo una forma mentis che non è quella di prevaricare l’altro per dimostrare di valere economicamente ma per dare prova di valere come persona e come squadra. Questo comporta il non andare oltre il necessario in un placcaggio o in un blocco, il non voler annichilire l’avversario ma al contrario cercare di vincere sempre rispettandolo. Nel football ci si può fare male in modo serio, come in qualunque altro sport dove c’è contatto ma questo accade raramente e solo quando i sani principi del football americano vengano disattesi. I dirigenti e i coaches hanno un grandissimo ruolo in tutto questo, ai ragazzi prima di qualunque tecnica, vengono insegnati i principi fondanti di questo sport. Pertanto, bisogna tener sempre presente che tutte le tecniche insegnate nel football americano sono volte ad ottenere un risultato che non è di danneggiare l’avversario ma d’impedirne l’azione o di portarne a termine una propria e sempre senza “fare male”per davvero perché non necessario. Quando i ragazzi portano a compimento una tecnica in modo corretto questa, al massimo,  può provocare qualche livido o leggere contusioni ma né la propria salute né quella dell’avversario viene compromessa.

Queste considerazioni sono personali e ho avuto modo di maturarle nel corso di 2 anni, vedendo centinaia di allenamenti e tantissime partite di mio figlio. Mi sento sinceramente di rassicurare i genitori nei riguardi del Football Americano e di consigliare a far fare una prova ai propri figli, non importa in quale squadra perché in questi anni ho visto rispecchiare il messaggio dei Lazio Marines in ogni squadra con cui abbiamo condiviso il campo.

Per finire, voglio testimoniare di avere assistito ai molti cambiamenti che ci sono stati in mio figlio come pure in me. Il suo percorso nella squadra mi ha aiutato a vederlo con occhi diversi. Francesco è diventato un ragazzo preparato mentalmente e atleticamente, sempre più attaccato e responsabile verso la sue due famiglie: la sua e quella dei Lazio Marines.

Fight On Marines!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...